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Scopriamo i Giovanissimi B con il mister Giuseppe “Beppe” Creanza

Insieme a Giuseppe, o come ama farsi chiamare lui “Beppe”, Creanza, ci siamo addentrati nella realtà dei Giovanissimi B Professionisti, protagonisti di un ottimo precampionato e, ci auguriamo, anche del prossimo campionato che, presumibilmente, inizierà ad ottobre.

Mister, è soddisfatto della squadra che le è stata messa a disposizione?

Ringrazio il direttore Mollica che mi ha dato in mano questa squadra di 24 elementi e ovviamente la società per la grande opportunità che mi è stata data. Detto questo posso dire che ho una rosa rinnovata a metà, visto che ci sono undici innesti nuovi, alcuni già provenienti da squadre professionistiche, altri selezionati dal vivaio dell’Oltrera o da altre realtà provinciali. Sono molto contento dei ragazzi che ho a disposizione, perché siamo riusciti a sopperire un po’ ai problemi che avevamo l’anno scorso, soprattutto dal punto di vista fisico. In queste categorie la fisicità è molto importante e l’abbiamo ottenuta colmando quella che era la nostra lacuna, ma oltre a giocatori fisici ho a disposizione molti ragazzi bravi dal punto di vista tecnico, che riescono a muovere bene la palla, a far girare la squadra e sono molto intelligenti dal punto di vista tattico. Diciamo quindi che siamo una squadra completa.

Come è andato il precampionato?

Abbiamo fatto un bellissimo precampionato e sono molto contento dei ragazzi, soprattutto dell’atteggiamento che hanno avuto, non mollano mai, giocano per la squadra e per i colori e questa è la cosa che conta più di tutte.

Che risultati avete ottenuto?

Nel torneo Cordischi ad Altopascio siamo usciti ai quarti contro la Pistoiese, una buona squadra, molto attrezzata, che ci ha dato del filo da torcere, ma ai gironi abbiamo collezionato tre vittorie giocando un bel calcio e segnando molto.                                                                                                                                Abbiamo fatto anche un torneo a Bellara con squadre del 2004 e noi eravamo 2005, tutte formazioni che fanno i regionali o Élite e ce la siamo giocata con tutte, perdendo magari 3 a 2 o 2 a 1, ma giocando bene e a testa alta contro ogni formazione.                                                                                                           Nel torneo a Venturina siamo arrivati quinti, ma subìto dopo a squadre professionistiche del livello di Fiorentina, Genoa, Empoli e Sampdoria, che hanno un vivaio molto ampio e sicuramente possibilità maggiori delle nostre. Ci siamo piazzati quinti prima di Livorno, Carrarese, Pistoiese etc. quindi prima delle nostre dirette concorrenti in campionato. Detto questo so perfettamente che i risultati dei tornei lasciano il tempo che trovano, però fa sempre piacere e morale fare risultati. Ci tengo a dire che nello specifico del torneo di Venturina non abbiamo perso neanche una partita, pareggiando ad esempio con l’Empoli e vincendo ai rigori contro la Pistoiese B e Livorno.        Nelle amichevoli disputate contro Livorno, Sestese e Fucecchio abbiamo sempre fatto risultato, quindi mi posso ritenere soddisfatto dei miei ragazzi.

Che tipo di calcio le piace insegnare ai suoi giocatori?

Mi piace un calcio propositivo. Voglio che i miei ragazzi tengano la palla e verticalizzino spesso, voglio che i centrocampisti si inseriscano e che tutta la squadra porti il pressing molto alto in modo da riconquistare subìto la sfera e quindi avere in mano il pallino del gioco. Ovviamente a volte ci riesce e altre no, soprattutto quando giochiamo contro squadre blasonate come Empoli e Livorno, quindi faccio lavorare molto la squadra sulle tattiche di reparto in modo da non sbilanciarci mai. Comunque in generale non voglio che i miei ragazzi si nascondano, ma devono provare sempre a giocarsela a viso aperto contro tutti al di là del risultato.

Quali sono i vostri obiettivi per questa stagione?

La società non mi ha chiesto risultati importanti, ma solo di far crescere i giocatori, sia dal punto di vista tecnico-tattico, sia insegnando loro i valori del calcio e del sacrificio. Perché come dico ai miei ragazzi, auguro loro di arrivare a giocare in palcoscenici importanti, che non è detto sia per forza la Serie A, ma anche la Serie B, la Serie C o la Serie D, però non è detto che tutti ci arrivino. Ci sarà chi si perderà per la strada per via dello studio, o anche del lavoro dettato da esigenze famigliari, e quindi imparare l’educazione, il rispetto dell’altro e lo spirito di sacrificio sono cose che comunque serviranno loro nella vita, oltre che in campo.

In ultima battuta, ma non per ordine di importanza, volevo ringraziare Edoardo Tosi il mio collaboratore, Valerio Fabbriciani preparatore dei portieri, Andrea Mariotti il prof e il team Bicchierai per il lavoro che stanno facendo e per la grande mano che mi stanno dando.

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