Rubrica: “Le Granatine si raccontano”. Intervista a Francesca Sacchi

-Quando ti sei avvicinata al calcio, hai capito subito di voler diventare portiere?

“Il calcio è una mia passione da sempre. Fin da quando ero piccola, alle prime partitelle ai giardini contro altri bambini, sceglievo di fare il portiere. Questo ruolo l’ho sempre sentito mio, e a 7 anni, quando ho iniziato a giocare, ho cominciato con questo e non l’ho più lasciato.”

-Quale è stato il momento piè emozionante della tua carriera calcistica?

“La vittoria del Torneo delle Regioni è stata una grande soddisfazione, essendo stata la prima conquista dopo l’infortunio al crociato che ho subito. Tutto il percorso con il Pontedera è molto importante, dal passaggio dalla C Interregionale alla C, fino all’esordio in Serie B di quest’anno. Ancora i risultati devono arrivare, ma l’esperienza in questa nuova categoria è molto stimolante.”

-La passione per il calcio è di famiglia. Come è condividere il terreno di gioco con tua sorella Alice?

“La presenza di Alice è da sempre molto significativa per me. Sono stati pochi gli anni in cui siamo state divise: siamo in grado di dare molto anche da sole, ma è insieme che riusciamo a dare il massimo. Ci sproniamo a vicenda a migliorare, rivolgendosi l’un l’altra in modo molto onesto e obbiettivo. Il forte rapporto che ci lega, ci permette di capirci con un solo sguardo, fuori  e dentro il campo. È bello avere un volto familiare così a stretto contatto, sia nelle giornate più buie, che nelle vittorie, come quella di domenica 8 contro l’Orobica. Il nostro abbraccio, dopo la prima vittoria in serie B, ha reso questo momento ancora più speciale.”

A proposito di primi punti conquistati in Serie B, che futuro ti aspetti per la squadra?

“Siamo ancora inesperte nella categoria, con i mezzi che abbiamo stiamo facendo abbastanza bene. La vittoria contro l’Orobica è stata fondamentale, anche per l’umore del gruppo. Nonostante riusciamo a rimanere positive anche quando i risultati desiderati non arrivano, questi tre punti ci hanno dato la spinta a crederci fino in fondo. L’obbiettivo è la salvezza.”

-A quale grande campione/campionessa vorresti parare un rigore?

“Nel panorama maschile sicuramente a Ibrahimovic, nel femminile mi piacerebbe fermare il pallone d’oro Megan Rapinoe.”

Intervista realizzata da Valentina Ulivieri

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